Sull’improvviso di Alfredo Rienzi

Sull’improvviso di Alfredo Rienzi

Dalla prefazione di Maurizio Cucchi

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Il procedere dell’autore in questa sua raccolta, dunque molto matura e solida, prevede la presenza frequente anche di scorci o movimenti narrativi, di personaggi diversi, peraltro in una economia controllata della parola nell’incisiva impronta raffinata dello stile, nell’asciuttezza della pronuncia, nella sottile varietà di forme in cui il suo pensiero trova corpo per esprimere quello che intuisce, e in varie forme, come un “eterno ricominciare”, in movimenti anche spaziali.

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Recensione

Sull’improvviso è una silloge sulla poesia dell’attimo, cogli l’attimo, stai attento poeta, osserva attentamente quel che accade fuori di te, i dettagli sono tutto, prendi in prestito altri occhi e pensa. Sull’improvviso, veloce, netto cambiamento, questo lascia lunghi strascichi di pensiero, silenzi, una silloge meditativa, scaturita da attimi di “folgoranti” visioni. Rienzi è un acuto osservatore, ironico, che sa rendere perfettamente i vuoti nello stomaco, le lacrime furibonde, i voli pindarici con chiuse meravigliose.

Poesia tratta dalla silloge

Le ultime tre volte
che ho avvistato la morte
indossava insospettate forme:
di bocciolo di rosa,
di trasparenze d'acqua,
di rondine migrante - verso dove?